CARTELLATE
Ingredienti: 1 kg. di farina bianca 200 gr. di vino bianco secco
vincotto di fichi o miele
cannella in polvere e zucchero a velo
200 gr. di olio extra vergine di oliva 10 gr. di sale, acqua tiepida
Preparazione:
Mettete la farina a corona sul tavolo da lavoro. Nel centro mettete il vino intiepidito e l'olio. Sciogliete un pizzico di sale in 50 cl di acqua tiepida da utilizzare per impastare tutto il composto affinché risulti né troppo duro né troppo morbido. Ottenete dalla massa delle palline che stenderete col mattarello; tagliate delle strisce con la rotella della larghezza di 3 o 4 cm. Piegate in due le strisce e unitele,con le dita, a distanza di 3 cm. creando cosi delle conchette. Arrotolate su se stesse le strisce a spirale e fatele asciugare e riposare per circa 6 ore. Friggete le cartellate in abbondante olio bollente. Immergetele nel vincotto di fichi o nel miele e spolveratele con la cannella unita allo zucchero a velo.
NOTE: La spolverata finale puo essere fatta anche con gli anicini colorati.
VINCOTTO DI FICHI
Prendete dei fichi abbastanza maturi. Prendete una teglia molto capiente e riponetevi all'interno i fichi che dovranno essere rigorosamente o schiacciati o tagliati a metà. A questo punto ricoprite di acqua e mettete sul fuoco... fate cuocere, fino a quando i fichi non si saranno del tutto "afflosciati" o spappolati (servono almeno 40 minuti dalla cottura).Fatto? ok Prendete un tovagliolo in stoffa e un po alla volta riponetevi all'interno il composto appena cotto (sarebbe preferibile farlo quando questo è ancora caldo anche se vi brucieranno le mani) e quindi fate filtrare tutto il liquido all'interno di un'altra pentola. Mi raccomando a stringere bene il composto all'interno del tovagliolo, in modo da far uscire tutto il liquido. A questo punto rimettete il liquido sul fuoco e fate cuocere cuocere cuocere - ovviamente mescolando di tanto in tanto -, fino a quando il tutto non si sarà addensato. Un consgilgio, per verificare il grado di addensamento, prendete un po di liquido con un cucchiaino e riponetelo in un piattino fino a quando non si raffredda..così potrete capire se è cotto al punto giusto (mettetene una goccia fra il pollice e l'indice, unite le due dita e separatele, se fila è ok). Versate il liquido in un vasetto o in una bottiglia di vetro, e conservate...domani vi darò la ricetta di alcuni dolci su cui utilizzare il cotto e come al solito: buon appetito...
PANETTONE
Según otra leyenda, probablemente más conocida, el panettone nació en la corte de Ludovico il Moro, señor de Milán desde 1494 a 1500, en la Nochebuena. Se cuenta que el Duque celebró la Navidad con una gran cena, llena de deliciosos platos dignos de la riqueza de la corte milanesa. El postre iba a ser la natural conclusión de tan lujoso banquete, sin embargo, al momento de sacarlo del horno, el cocinero se dio cuenta que se había quemado. Hubo un momento de terror en la cocina de Ludovico, pero afortunadamente un lavaplatos llamado Toni había pensado utilizar las sobras de los ingredientes para amasar un pan dulce y llevárselo a su casa. Dada la situación, el joven Toni propuso al cocinero servir su pan como postre. Era un pan dulce muy bien subido, lleno de fruta confitada y mantequilla que fue llevado inmediatamente al Duque. El inusual postre tuvo un enorme éxito y Ludovico preguntó al cocinero quién lo había preparado y cuál era su nombre. El cocinero presentó al Duque al joven Toni, quien confesó que ese postre todavía no tenía nombre. El señor entonces decidió llamarlo «Pan de Toni», que con los siglos se convertiría en panettone. El primer registro del panettone como dulce navideño tradicional milanés es un artículo del escritor iluminista Pietro Verri en el siglo XVIII, que lo llama pane di tono (‘pan grande’). Su industrialización hizo que su consumo se hiciera tradicional en Italia, y luego a nivel mundial, durante la Navidad. En el año 1919 el empresario milanes Angelo Motta y luego en el 1933 Gino Alemagna, lanzaron en toda Italia y el mundo el panettone, dulce típico de Navidad. De aquel primer pan se han derivado numerosas variaciones y se puede encontrar con uvas, pasas, piñones, almendras, chocolate y frutas confitadas. En Milán terminó por convertirse en un postre tradicional navideño, sobre todo desde que los empresarios empezaron a regalarlo a sus clientes como obsequio.
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